La Pac del Futuro, più potere agli Stati ma c’è il rischio tagli

1 dicembre 2017

Maggiori poteri agli Stati nella gestione della Pac, revisione delle risorse a disposizione, più attenzione all’agricoltore attivo, con un focus su coloro che vivono di agricoltura.

Sono alcuni dei punti cardine della comunicazione della Commissione Ue “Il futuro dell’alimentazione e dell’agricoltura”, che delinea gli orientamenti delle proposte sulla prossima riforma della Politica Agricola Comune dopo il 2020.

La Commissione vorrebbe permettere agli Stati membri di assumersi maggiori responsabilità nella scelta di come e dove investire i loro fondi della Pac, al fine di raggiungere gli ambiziosi obiettivi comuni in materia di ambiente, cambiamenti climatici e sostenibilità, applicando una maggiore sussidiarietà.

Quindi, il nuovo approccio, più semplice e flessibile, definirà le azioni dettagliate per il raggiungimento di questi obiettivi convenuti a livello dell’Ue. Dopodiché, ogni Stato membro svilupperà il proprio piano strategico (comunque vagliato e approvato dalla Commissione), precisando come intende raggiungere gli obiettivi.

Le relative proposte legislative saranno presentate verso la metà del 2018, a seguito della valutazione d’impatto, prevista per la prossima primavera, e dopo la pubblicazione delle proposte sul prossimo Quadro finanziario pluriennale, attese per la fine di maggio 2018. Pertanto, la comunicazione non pregiudica né il dibattito sul futuro delle finanze Ue né i contenuti della sua proposta per il prossimo quadro finanziario pluriennale (QFP).

Tuttavia, nella comunicazione viene stabilito che la Pac deve adempiere alle proprie funzioni seguendo i principi di “Uguaglianza tra i suoi membri, grandi o piccoli, tra est e ovest, nord e sud”, come ha ricordato il Presidente Juncker nel discorso sullo stato dell’Unione del 2017. In tal senso, dovrebbe ridurre le differenze tra Stati membri per quanto riguarda il sostegno della Pac.

Per quanto riguarda il bilancio Ue post 2020, la Commissione europea sta effettuando delle valutazione di impatto su ipotesi di tre futuri scenari, due dei quali prevedono che prevedono una diminuzione da 15% al 30% della dotazione finanziaria del bilancio Ue, mentre il terzo manterrebbe lo status quo.

“Ipotesi di taglio sono insostenibili per le imprese e per i cittadini europei che per il 90% sostengono la politica agricola a livello europeo per il ruolo determinante per l’ambiente, il territorio e salute secondo la Consultazione pubblica promossa dalla stessa Commissione europea – ha subito denunciato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo -.  Nelle scelte per il futuro della Politica Agricola Comune occorre piuttosto rafforzare tutte le misure che escludono la ‘rendita’ e premiare chi vive di agricoltura per puntare su un’assegnazione degli aiuti che consideri anche il contributo alla sostenibilità sociale e quindi all’occupazione, da parte delle imprese agricole.

Tra le altre novità contenute nella proposta di riforma della Pac, un maggior peso del ruolo dei servizi di consulenza agricola, nell’accompagnare i regimi di aiuto per gli agricoltori che ambiscono all’avanzamento delle performance economiche, sociali e ambientali, nonché l’adattamento e la mitigazione dei cambiamenti climatici  ed alle tecnologie che accompagneranno l’agricoltore nella rivoluzione digitale dell’agricoltura di precisione.

L’attuale architettura verde della Pac (condizionalità, greening dei pagamenti diretti e misure volontarie agro-ambiente-clima) sarà sostituita per andare verso una semplificazione dei criteri ambientali e climatici affidata ai singoli Stati, così da tener conto delle situazioni territoriali.

Particolare attenzione dovrà essere posta al posizionamento degli agricoltori nella filiera agroalimentare, ma anche sul ruolo e sul funzionamento efficace delle Organizzazioni di Produttori che possono migliorare il la posizione contrattuale degli agricoltori lungo la filiera.

Più spazio anche al ricambio generazionale, alla difesa dei singoli settori rispetto alla liberalizzazione degli scambi, ma anche alla rispondenza delle produzioni agricole alle richieste dei consumatori. Ma la Pac sarà utilizzata anche per favorire l’insediamento dei migranti legali, in particolare rifugiati, e l’integrazione nelle comunità rurali

Per approfondimenti, scarica la Comunicazione “Il futuro dell’alimentazione e dell’agricoltura“.