Assicurazioni, problemi da superare

24 luglio 2017

Il tema delle assicurazioni agricole è stato al centro di un’audizione in Commissione agricoltura della Camera dove Coldiretti ha portato le sue proposte per superare i problemi che ancora impediscono al sistema di funzionare efficacemente.

Le assicurazioni sono un importante strumento per la tutela del reddito delle imprese agricole che ha sempre visto l’Italia all’avanguardia per tipologie di strumenti e per gli stanziamenti, che sono stati sempre spesi fino all’ultimo euro per consentire alle imprese agricole di accedere alle varie forme di difesa.

Non a caso sono stati riservati alle misure di gestione del rischio 1 miliardo e 640 milioni dal 2014 al 2020. Nonostante la disponibilità dei finanziamenti si deve però rilevare l’incapacità del sistema pubblico di erogare tempestivamente le somme che gli agricoltori aspettano addirittura dal 2015 e che i consorzi di difesa, cioè gli agricoltori associati, hanno anticipato, restando esposti nei confronti del sistema bancario per oltre 400 milioni.

Accanto alle difficoltà dovute alle procedure burocratiche, spesso decise con ritardo rispetto a quando le coperture devono essere effettuate, che hanno evidenziato e riconfermato le criticità del sistema informatico agricolo, si deve prendere atto che le norme vanno applicate correttamente, ma con la necessaria attenzione alle esigenze della realtà dinamica dell’attività agricola.

Le imprese agricole che stanno investendo sull’innovazione, producendo di più e in modo più attento all’uso della risorsa, estendendo l’irrigazione, o gli agricoltori che rinnovano gli impianti di frutta, puntando a cultivar più produttive, sono penalizzati dalla metodologia di calcolo delle rese storiche.

Coldiretti ha sottolineato la preoccupazione per la conferma, anche nel 2017, della tendenza alla diminuzione delle imprese assicurate che colpisce soprattutto il Sud, ma anche il timore che potrebbero subire riduzioni dei contributi le produzioni di frutta o di uva da vino assicurate al Nord e al Centro.

Gli obiettivi del Piano di sviluppo rurale nazionale vanno perseguiti con maggiore determinazione, riducendo i colli di bottiglia della burocrazia, perché i soldi della Ue vanno spesi e vanno spesi per tutelare effettivamente il reddito delle imprese.

Occorre allora partire con campagne di informazione degli agricoltori sui cambiamenti climatici e sugli strumenti di gestione del rischio, unica forma di autentica tutela del reddito, che devono facilitare l’acquisto di ombrelli protettivi ampi e adeguati alle esigenze delle imprese.