Covid, nei Psr fino a 7mila euro di fondi Ue ad azienda

4 settembre 2020

Al via la misura straordinaria nei Programmi di sviluppo rurale delle Regioni per l’emergenza Covid nelle campagne, con un contributo forfettario fino a 7mila euro per agricoltore e 50.000 per le piccole medie imprese agroalimentari. E’ quanto emerge dal primo monitoraggio elaborato dalla Coldiretti sullo stato di attuazione regionale della nuova misura semplificata dello Sviluppo rurale introdotta dalla Commissione Ue per aiutare le imprese agricole e agroalimentari a superare l’emergenza economica e la crisi di liquidità provocate dal Covid 19.

Fino ad ora le regioni hanno allocato risorse per 140 milioni che per la gran parte hanno privilegiato l’agriturismo e le fattorie sociali, ma sono stati aperti o sono comunque messi in cantiere interventi per comparti come il florovivaismo e la zootecnia.

Le risorse da utilizzare sono quelle dei singoli Piani di Sviluppo rurale (Prs) finanziati dall’Unione Europea e non spese e dunque non tutte le regioni hanno le stesse disponibilità finanziarie. Tra gli altri fino ad ora il Veneto ha impegnato 23 milioni, la Calabria 21, la Lombardia 19,5, la Toscana 18,9, il Piemonte 10, l’Abruzzo 9,5, l’Umbria 7, le Marche 6,5, la Liguria 6,2, la Campania 6, la Sardegna 4, Friuli Venezia Giulia 3,3, l’Emilia Romagna 2,9, la Basilicata 1,6 e la Valle D’Aosta 310mila euro.

L’aiuto che sarà erogato entro il 30 giugno 2021 varia da Regione a Regione con un massimale per azienda di 7mila euro nelle Marche, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Campania, Umbria, Basilicata e Liguria mentre il tetto massimo scende a 5mila euro in Lombardia e Valle d’Aosta fino ai 4mila euro in Veneto e 2mila euro in Emilia Romagna.

Il Veneto ha puntato su vitelli a carne bianca, latte e ortaggi, la Lombardia su florovivaismo e allevamenti da carne, la Calabria su fiori, latte e vino, il Piemonte su florovivaismo, zootecnia da carne e apicoltura, le Marche sulla zootecnia e la Liguria tutti i settori.