Di Maio e Centinaio: il Parlamento non ratificherà l’accordo Ceta

14 luglio 2018

Ceta ed etichetta, il Governo in linea con la Coldiretti. Il vice presidente del Consiglio e ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio ha annunciato che a breve l’accordo sul Ceta arriverà in Parlamento “e questa maggioranza – ha dichiarato all’assemblea della Coldiretti – lo respingerà”. Una linea che non ammette defezioni: ”Se anche un solo funzionario italiano – ha aggiunto il vice premier- continua a difendere trattati scellerati come il Ceta sarà rimosso”.

Con la bocciatura del Ceta il Governo intende difendere gli interessi e l’economia del paese. Di Maio è intervenuto anche sui dazi sottolineando che non sono un tabù. Riferendosi alle agevolazioni riservate all’olio tunisino si è dichiarato d’accordo sulla necessità di tenere vicini paesi del Nord Africa.” Ma – ha chiarito – non a costo di danneggiare i nostri settori”. Anche sulle sanzioni alla Russia,ha affermato che si tratta di uno strumento, ma se ne possono trovare anche altri.

E infine l’etichetta. Per Di Maio il made in Italy lo garantisce solo l’origine del prodotto. Si tratta di una grande battaglia da portare a compimento “facendoci rispettare di più in Europa”. E non bisogna dunque avere paura di cambiare le regole. De Maio garantito che lo Sviluppo economico combatterà la contraffazione con una lotta a 360 gradi creando osservatori permanenti su tutti i tipi di prodotti , con un monitoraggio nel mondo che passerà attraverso le ambasciate italiane. Si potranno anche rafforzare le norme penali e aumentare gli ispettori.

Un chiarimento definitivo sui voucher: Per Di Maio sono stati eliminati per una ratio malsana, la paura di perdere un referendum. Ora il vice premier ha confermato che verranno reintrodotti “scriviamo la norma insieme – ha detto alla Coldiretti – per evitare che portino a sfruttamento di giovani e meno giovani”.

Un no secco infine ai tagli ai fondi Pac: “Daremo meno soldi al bilancio Ue, sono soldi nostri e ci spettano”.

Sull’etichetta è intervenuto anche Il ministro delle Politiche agricole e del Turismo, Gian Marco Centinaio, che ha annunciato che il tema sarà discusso al Consiglio agricolo di lunedì prossimo con il commissario alla Salute: “Rilanceremo l’etichettatura anche a costo di avere un’infrazione”.

Centinaio ha anche detto che altri Paesi Ue sono dalla parte dell’Italia: “il consumatore deve essere tutelato e deve avere la possibilità di decidere”. Sull’etichetta dunque Centinaio non è disposto a fare sconti. Linea dura anche sul Ceta: la tutela di 41 Igp non basta- ha detto Centinaio – sono il ministro di tutta l’agricoltura e non voglio lasciare indietro gli altri 360 marchi senza tutela.

Sui voucher ha smentito liti nel Governo: non vogliamo fare gli errori del passato, vogliamo voucher che servono all’agricoltura per avere il lavoro legale. E sul fronte della legalità è tornato anche sulla legge contro il caporalato che a suoi avviso non funziona perché altrimenti non ci sarebbero ancora le bidonville e reati.

Centinaio ha infine annunciato per l’ autunno un piano per tagliare la burocrazia (la spesa per gli agricoltori è di 7.200 euro all’anno) e per razionalizzare le strutture del Mipaaf. A partire dall’Agea:” non è possibile che nelle regioni si stiano pagando i contributi del 2015. In Agea si compilano ancora i documenti a mano. Vanno rivisti i compiti dell’Agenzia”.