I pagamenti diretti costituiscono, insieme all'OCM Unica, il Primo Pilastro della Politica Agricola Comune (PAC). Con l'ultima riforma, avviata nel 2011 con la prima proposta legislativa della commissione ed applicata a partire dal 1° gennaio 2015, hanno subito profondi cambiamenti, con la duplice finalità di rafforzare l’efficacia ambientale della PAC (a sostegno della fornitura di beni pubblici prodotti dall’agricoltura) e di assicurare un adeguato sostegno fisso al reddito. Le novità più importanti introdotte con l'ultima riforma sono state la figura dell'Agricoltore Attivo e il Greening (Pagamento Ecologico). Le risorse messe a disposizione degli agricoltori ammontano a circa 27 milioni di euro per l'intero periodo di programmazione (2014-2020).

L’obiettivo, dunque, è di realizzare un sostegno più mirato, più equo e più “verde”. A questo scopo, la nuova Pac abbandona il sostegno indifferenziato e prevede un’articolazione dei pagamenti diretti in sette possibili tipologie, di cui tre obbligatorie e quattro facoltative per gli Stati membri, da finanziare con percentuali del massimale nazionale.

L’Italia ha deciso di attivare cinque tipologie di pagamenti:

  • pagamento di base: 58% del massimale nazionale;
  • pagamento ecologico (greening): 30%;
  • pagamento per i giovani agricoltori: 1%;
  • pagamento accoppiato: 11%;
  • pagamento per i piccoli agricoltori.

Dall'anno di domanda 2017, la percentuale di risorse da destinare al Sostegno accoppiato subirà un aumento dell'1%, passando dall'11% al 12%, con conseguente diminuzione delle risorse previste per il Pagamento di base.

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