Pomodoro da industria: troppo tardi l’accordo al centro-sud

21 giugno 2017

Nei giorni scorsi è stato siglato l’accordo per il pomodoro da industria del centro-sud, con una riconferma dei prezzi indicativi e delle condizioni contrattuali fissate nel 2016, 87€/tonnellata per il pomodoro tondo e 97€/tonnellata per il pomodoro lungo, con un obiettivo di 2,4 milioni di tonnellate di produzione.

L’intesa è stata stipulata con grave ritardo, non consentendo una adeguata programmazione alle imprese agricole, ma non è una novità, visto che anche nel 2016 si era arrivati ai primi giorni di giugno. Le condizioni inalterate rispetto allo scorso anno, fanno riflettere, anche alla luce di quanto invece fissato nell’accordo del nord, con l’ennesimo taglio al prezzo indicativo (79,75€/tonnellata per il pomodoro tondo).

O in tutti questi mesi sono cambiate le condizioni di mercato, o le iniziali richieste della parte industriale erano immotivate, oppure gli accordi valgono poco ed alla fine sarà la disponibilità o meno di prodotto da trasformare che deciderà dove cade l’equilibrio del mercato.

Intanto ecco il commento del Presidente di Coldiretti Foggia Giuseppe De Filippo: “Nel 1985 il pomodoro da industria veniva pagato 180 lire – denuncia il presidente di Coldiretti Foggia, Giuseppe De Filippo -. Nel 2017 il prezzo è lo stesso e ciò la dice lunga sull’accordo siglato che è solo ‘elemosina’ per noi agricoltori che per sopravvivere siamo condannati a sovra produrre per recuperare quanto non ci viene riconosciuto in termini di remunerazione. Ovviamente gli industriali continuano a chiedere di ridurre la produzione nazionale perché ritenuta eccessiva, mentre continuano inarrestabili gli sbarchi di pomodoro concentrato dall’estero, un affronto alle nostre produzioni di qualità made in Italy”.

C’è il rischio concreto che il concentrato di pomodoro cinese venga spacciato come Made in Italy sui mercati nazionali ed esteri per la mancanza dell’obbligo di indicare in etichetta la provenienza. Su questo tema è attesa l’iniziativa del Ministero delle Politiche agricole, dopo che la parte industriale ha dichiarato di essere favorevole ad estendere l’obbligo di indicazione in etichetta dell’origine della materia prima a tutti i derivati per garantire la massima trasparenza sul Paese o l’area dove è coltivato il pomodoro e quello in cui è trasformato, come già avviene per la passata prodotta in Italia e sulla scia di quanto già avvenuto per il latte ed i suoi derivati e di quanto è stato richiesto dall’Italia per pasta e riso.