PSR&Innovazione e Campagna Amica esempi di buone pratiche per l’Europa.

31 marzo 2020

Le aziende di piccole dimensioni nell’Europa meridionale contribuiscono ad un’ampia porzione della produzione della regione in cui sono ubicate ma poco alla disponibilità di cibo per gli abitanti di questa regione, dal momento che esse commercializzano gran parte della loro produzione al di fuori della regione stessa. È questa una delle evidenze a cui è giunto il progetto di ricerca Salsa, finanziato dal programma H2020 e finalizzato a fornire una migliore comprensione dell’attuale e potenziale contributo delle aziende agricole e alimentari di piccole dimensioni alla sicurezza alimentare e nutrizionale sostenibile. Un dato che non stupisce se si pensa che dalle piccole aziende agricole di questa porzione di Europa proviene la maggiore produzione di olio di oliva o frutta, esportata in tutta Europa. Nonostante ciò, per alcuni prodotti la produzione è così alta e diversificata che se rimanesse nell’area di produzione, sarebbe in grado di sopperire alla domanda regionale di cibo e generare anche surplus. Ma come migliorare il contributo che tali aziende possono dare alla sicurezza alimentare dell’Europa meridionale? Rispondendo ai bisogni che le aziende stesse hanno espresso. A cominciare da quello di creare efficaci sistemi di connessione con il mercato. Le filiere corte, innanzitutto, dal momento che aprono l’accesso al mercato alle aziende di piccole dimensioni, lavorando contemporaneamente sulla promozione di marchi locali, sulla cooperazione tra agricoltori, e sulla consapevolezza da parte dei consumatori. Un percorso che Coldiretti ha avviato già da tempo con Campagna Amica (www.campagnamica.it) illustrata, all’interno del progetto SALSA, come esempio di buona pratica soprattutto per quanto concerne la realizzazione di sistemi di filiera corta che, oltre a valorizzare i prodotti locali e biologici, premiano le piccole imprese agricole restituendo loro un incremento di reddito che altrimenti sarebbe andato agli intermediari commerciali. Ma anche la definizione dei contratti di filiera, che consentono di bilanciare gli equilibri di potere lungo la filiera agroalimentare, sui quali l’esperienza di Coldiretti, di nuovo, è stata d’esempio. Contestualmente, poi, emerge l’importanza di migliorare il sistema di conoscenza e innovazione rivolto alle aziende di piccole dimensioni (attività di Psr&Innovazione), di implementare le misure che favoriscono l’accesso ai giovani in agricoltura e di sviluppare strumenti agro-ambientali specifici per le aziende di piccole dimensioni, tenendo conto della difficoltà di queste ultime a rispettare i medesimi requisiti previsti per le grandi. Un percorso che i decisori politici dovrebbero intraprendere, riconoscendo il grosso potenziale rappresentato dalle aziende di piccole e piccolissime dimensioni.

Il policy brief relativo all’Europa Meridionale è scaricabile qui.