Psr, primi tagliandi per Lazio, Marche e Liguria

18 marzo 2017

A più di un anno dalla loro approvazione, alcuni Psr italiani hanno subito modifiche, approvate a Bruxelles negli scorsi giorni, per allineare le Politiche di Sviluppo rurale alle indicazioni emerse in questi mesi di attività. Le novità riguardano, in particolare, le Regioni Lazio, Marche e Liguria.

Le principali variazioni che riguardano il Psr della Regione Lazio sono sintetizzate di seguito. Per la misura di insediamento giovani, la dimensione economica massima per l’accesso alla misura, in termini di Produzione standard totale, passa da 1.000.000 di euro a 250.000 euro.
Per l’intervento relativo la Costituzione Associazioni e Organizzazioni dei produttori (Sottomisura 9.1) sono stati ampliati i beneficiari comprendendo anche le OP e AOP costituite (ma non ancora riconosciute) purché ottengano tale riconoscimento entro il limite della chiusura dell’istruttoria di ammissibilità.

Le modifiche introdotte prevedono, inoltre, l’implementazione della Banda Larga nelle aree rurali C e D, cosiddette bianche poiché non ancora coperte. Stanziamento complessivo di oltre 40 milioni di euro. Infine sono apportate alcune modifiche sulle regole di demarcazione tra l’Organizzazione comune di mercato ed il PSR.

Le principali modifiche al Psr della Regione Marche rappresentano tendenzialmente una risposta alle “necessità” emerse dalla prima tornata di bandi, in cui si sono evidenziate carenze economiche, ad esempio per la Misura sul Biologico e Benessere animale (fondi esauriti rispetto alle risorse disponibili per tutta la programmazione). Le modifiche del Psr sono inoltre riconducibili a necessità relative la difformità nei criteri di selezione e problematiche nel sostenere l’avvio di nuovi insediamenti senza un reale collegamento ad investimenti di lungo termine.

Le modifiche specifiche sui singoli interventi riguardano, la Misura Investimenti (4.1) per la quale è esteso da 500 a 750 mila euro l’importo del contributo massimo che un’azienda può ricevere nell’intero periodo di programmazione. Sempre in tale intervento è previsto il finanziamento dei nuovi vigneti e di tutte le attrezzature ortofrutticole, integrando, in quest’ultimo caso, le possibilità offerte dal Psr e dall’Ocm (Organizzazione comune di mercato) frutta.

A seguito degli eventi sismici che hanno colpito anche la Regione Marche, è stata considerata una variazione anche per la Misura relativa il “Ripristino del potenziale produttivo danneggiato da calamità naturali” (Sottomisura 5.2) con un tasso di aiuto elevato dall’80 % al 100% e aiuti per l’insediamento dei giovani agricoltori.
In riferimento all’intervento relativo la diversificazione delle aziende agricole (Sottomisura 6.4. A) la nuova formulazione destina anche 4 milioni di euro alla trasformazione dei prodotti agricoli in prodotti non agricoli (esempio, i birrifici artigianali).
Ulteriori modifiche riguardano l’innalzamento ad 8 milioni (rispetto ai 5 iniziali) degli aiuti per il benessere animale, mentre un’altra novità riguarda l’agricoltura biologica per la quale sono previsti premi anche per la castanicoltura. Infine, sono stati rimodulati i sostegni per le aree Natura 2000 e le indennità forestali

Le principali modifiche che riguardano il Psr della Regione Liguria hanno effetti diretti sulle misure investimenti (Sottomisura 4.1) e insediamento giovani (Sottomisura 6.1). Per la misura investimenti (Sottomisura 4.1 trasformazione prodotti agricoli) è stata inserita la possibilità di poter aderire alla misura in oggetto anche se si acquistano materie prime da terzi, purché la produzione aziendale rimanga prevalente. Prima della modifica, invece, se si integrava la propria produzione comprando da altri soggetti si doveva necessariamente aderire alla misura 4.2 (agroindustria).

Per la misura relativa l’insediamento giovani (Sottomisura 6.1) è stato eliminato l’obbligo di fare investimenti superiori a 20.000€ per potere aderire alla misura e sono stati modificati i requisiti di Produzione standard previsti per la presentazione delle domande. Anche per la Sottomisura 6.2 relativa l’“Aiuto all’avvio di imprese per attività non agricole in aree rurali” è stato abolito l’obbligo di fare investimenti superiori a 30.000€ per potere aderire alla misura. Gli uffici Coldiretti sono a disposizione per ogni informazione del caso e per fornire assistenza nell’ambito delle opportunità previste.

 

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