Spesa Psr: raggiunto il 10.04% delle risorse. Con l’App TerraInnova tutti gli aggiornamenti.

15 settembre 2017

I recenti dati sullo stato di avanzamento della spesa pubblica dei Psr 2014-2020 mostrano che, da inizio programmazione ad oggi, sono stati spesi complessivamente 2.095 milioni di euro di cui 1.043 milioni di euro di quota Feasr (aggiornamento al 30 giungo 2017).

In termini percentuali, la spesa totale è pari all’ 10,04%. Considerando anche la quota di prefinanziamento (3% di ciascun Psr) e la riserva di efficacia, la percentuale di spesa totale raggiunge l’13.82%.

Ricordiamo che l’Italia ha chiuso l’iter di approvazione dei suoi 23 programmi previsti per il periodo 2014-2020, il 24 novembre 2015, con l’ok definitivo della Commissione al Psr delle Regioni Puglia e della Regione Sicilia. La fase di attuazione delle Politiche di sviluppo rurale è ora, dunque, nel pieno della sua operatività con la pubblicazione da parte delle regioni dei bandi a valere sulla programmazione 2014-2020.

Il livello di spesa risulta differenziato a livello territoriale come emerge dai dati di seguito riportati: Abruzzo 5,62%; Basilicata 7,41%; Calabria 14,27%; Campania 5,23%; Emilia-Romagna 10,40%; Friuli-Venezia Giulia 1,20%; Lazio 7,60%; Liguria 2,66%; Lombardia 9,59%; Marche 7,07%; Molise 7,57%; Piemonte 6.08%; Puglia 7,71%; Sardegna 15,81%; Sicilia 13,64%; Toscana 10,72%; Trento 14,85%; Umbria 16,74%; Valle d’Aosta 4,04% e Veneto 22,46%.

Le percentuali di avanzamento della spesa sono ridotte perché fanno riferimento ai pagamenti effettuati e non tengono in considerazione le risorse impegnate da parte delle Regioni sui Psr. Da questo punto di vista, la maggior parte dei bandi risulta avviato da parte delle regioni. Occorre perciò velocizzare l’istruttoria da parte delle Regioni delle domande presentate dagli agricoltori per permettere l’avvio degli investimenti aziendali che possono contribuire al ricambio generazionale in agricoltura ed alla competitività. Inoltre, velocizzando le procedure dei Psr, si potrà recuperare nella spesa degli stessi ed evitare il disimpegno delle risorse, ossia il ritorno a Bruxelles delle risorse non spese.

Gli uffici Coldiretti sono a disposizione per ogni informazione del caso e per fornire assistenza nell’ambito delle opportunità previste.