Sisma, slitta al 30 luglio la domanda di aiuti per la zootecnia

16 giugno 2018

Slitta al 30 luglio la presentazione della domanda per gli aiuti concessi alla zootecnia intensiva nelle zone montane e svantaggiate dei comuni colpiti dal sisma del 2016 e 2017. Lo rende noto la Coldiretti sulla base delle nuove indicazioni Agea in occasione della visita del presidente del Consiglio Giuseppe Conte nelle aree terremotate segnate da una significativa presenza agricola messa a dura prova dalle scosse. Sono 25mila le aziende e stalle nei 131 Comuni terremotati di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo dove si allevano oltre 100mila animali tra mucche, pecore e maiali.

Gli allevatori devono recarsi al più presto al Caa Coldiretti per gli adempimenti. I requisiti richiesti all’azienda che deve essere titolare di aiuti Pac nel 2015 sono la presenza di prati permanenti, di un allevamento di bovini, ovini, caprini o equidi. L’aiuto è calcolato come differenza tra il valore medio unitario dei diritti Pac (assegnati nel 2015)e il valore unitario medio nazionale 2015.

Se i fondi richiesti supereranno il budget, l’Agea rende noto che si terrà conto di alcuni criteri di priorità che sono i prati permanenti nelle zone montane in Regioni e Province autonome con superficie montana superiore all’80% e zone montane e svantaggiate dei territori colpiti dal sisma; parti permanenti in altri territoti montani oltre i mille metri; prati permanenti in territori montani tra i 600 e mille metri. Si ricorda che l’aiuto è concesso nel limite del “de minimis” (15mila euro nell’arco di tre esercizi finanziari).