Sovranità alimentare ed etichetta d’origine, ecco il contratto gialloverde Lega-M5S

17 maggio 2018

Sovranità alimentare per l’agricoltura, etichettatura di origine obbligatoria, riforma della Pac, nuovo approccio nei trattati di libero scambio, voucher e stop sanzioni Russia. Sono i punti chiave della “parte agricola” della bozza di Contratto gialloverde, l’accordo programmatico che dovrebbe fungere da base per il nuovo Governo a guida Lega-M5S, divulgato dall’Huffington post.

Nel documento si ricorda che il settore primario è “uno dei più promettenti dell’economia” anche se è da tempo “impegnato a sopravvivere alla competizione globale dei mercati”. L’obiettivo è dunque “una nuova presenza a Bruxelles per riformare la Pac”, integrando le “misure di sostegno, specie quelle dello sviluppo rurale con interventi per realizzare obiettivi di interesse generale quali la tutela del paesaggio, la difesa degli assetti idrogeologici, la sicurezza alimentare”.

Il contratto gialloverde impegna dunque a “difendere la sovranità alimentare dell’Italia e tutelare le eccellenze del made in Italy” condizionando le scelte all’interno della prossima riforma della Politica agricola comune, anche mettendo in campo strumenti per garantire trasparenza ed efficienza nell’erogazione dei fondi Pac da parte delle Regioni.

E’ inoltre prioritario, per Lega-M5S adottare un sistema di etichettatura d’origine corretto e trasparente che garantisca una maggiore tutela dei consumatori.

Altro punto forte del contratto è un “nuovo approccio europeo nei trattati di libero scambio con i paesi terzi”, che dovranno essere ratificati dagli Stati membri ed esaminati dai parlamenti nazionali.

Ma un pilastro dell’azione del prossimo governo sarà anche “la riforma dell’Agenzia nazionale per le erogazioni in agricoltura (Agea) e del Siam il Sistema informativo unificato di servizi”. Ma il contratto gialloverde prevede altri temi di interesse agricolo, a partire dal capitolo sul ritiro delle sanzioni alla Russia, che hanno causato l’embargo di Putin sui prodotto agroalimentari europei, compresi quelli italiani.

In agenda anche il ritorno dei voucher lavoro, nati per il settore agricolo, la cui cancellazione “ha creato non pochi disagi ai tanti settori per i quali questo mezzo di pagamento rappresenta uno strumento indispensabile”.