Presentato il Rapporto GreenItaly2020 – Best practices Coldiretti nel paragrafo agroalimentare

29 ottobre 2020

E’ stato presentato oggi il Rapporto GreenItaly 2020 di Fondazione Symbola che riporta nel paragrafo agroalimentare le buone pratiche Coldiretti per il settore agricolo ed agroalimentare e per l’intero Paese. CLICCA QUI PER SCARICARE IL RAPPORTO 2020

Durante l’emergenza Covid oltre un italiano su quattro (27%) ha messo nel carrello più prodotti sostenibili o ecofriendly rispetto a prima della pandemia, con una svolta ambientalista resa possibile dal fatto che l’agricoltura italiana è diventata la più green d’Europa continuando a garantire la produzione di cibo sostenibile e di qualità nonostante le difficoltà causate dall’emergenza. E’ quanto emerge da un’indagine Coldiretti/Ixe’ diffusa in occasione della presentazione del Rapporto Greenitaly realizzato con la collaborazione della più grande organizzazione agricola d’Italia e d’Europa.
La nuova sensibilità degli italiani verso la sostenibilità a tavola al tempo del coronavirus è confermata dall’aumento dei consumi domestici di alimenti biologici che hanno raggiunto la cifra record di 3,3 miliardi per effetto di una crescita del 4,4% da giugno 2019 a giugno 2020, sulla base dei dati Ismea. Una domanda supportata sul piano produttivo con l’Italia che nel 2019 è il primo Paese europeo per numero di aziende agricole impegnate nel biologico dove sono saliti a oltre 80mila gli operatori coinvolti (+2%) mentre anche le superfici coltivate a biologico sono arrivate a sfiorare i 2 milioni di ettari (+2%), secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Sinab.
Insieme al biologico a crescere  è l’acquisto di prodotti locali a chilometri zero con più di 8 su 10 (82%) che preferiscono prodotti Made in Italy per sostenere l’economia, l’occupazione e valorizzare le risorse del territorio durante l’emergenza Covid.
Al primato green nel bio l’Italia aggiunge anche quelli nella qualità con 305 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 524 vini Dop/Igp, 5155 prodotti tradizionali regionali censiti lungo la Penisola, e il record della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari. Ma c’è anche con il taglio record del 20% sull’uso dei pesticidi che al contrario aumentano in Francia, Germania e Austria. E l’Italia è anche leader nella biodiversità con la presenza sul territorio nazionale di 7mila specie di piante, 58mila specie di animali, 504 varietà iscritte al registro viti (contro le 278 della Francia) ma anche di 533 varietà di olive rispetto alle 70 spagnole. Un impegno che ha inoltre permesso di salvare dalla estinzione ben 130 razze allevate. Il settore è pure tra i più sostenibili a livello comunitario  con appena il 7,2% di tutte le emissioni a livello nazionale con 30 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti in Italia, contro i 76 milioni di tonnellate della Francia, i 66 milioni di tonnellate della Germania, i 41 milioni del Regno Unito e i 39 milioni della Spagna. L’Italia è anche il quarto produttore mondiale di biogas con oltre duemila impianti di cui ben il 77% con residui di origine agricola, per un totale di oltre 1.440MW elettrici installati.
Un modello di sviluppo unico che ha garantito all’Italia anche il primo posto in Ue per valore aggiunto con 31,8 miliardi di euro correnti nel 2019, superando la Francia (31,3 miliardi) mentre più distanziata, in terza posizione, è risultata la Spagna (26,6 miliardi) seguita dalla Germania (21,1 miliardi). Nonostante questo  l’agricoltura italiana è la meno sussidiata tra quelle dei principali Paesi europei dove in vetta alla classifica ci sono al primo posto la Francia, seguita da Germania e Spagna.
Ma cresce anche l’agricoltura 4.0 di precisione che rappresenta il futuro dei campi ed entro due anni mira a coinvolgere il 10% della superficie coltivata in Italia con lo sviluppo di applicazioni  sempre più adatte alle produzioni nazionali su diversi fronti: dall’ottimizzazione produttiva e qualitativa alla riduzione dei costi aziendali, dalla minimizzazione degli impatti ambientali con sementi, fertilizzanti, agrofarmaci fino al taglio dell’uso di acqua e del consumo di carburanti.