Futuro della Pac, ultimi giorni per la consultazione pubblica

23 aprile 2017

Lo scorso 2 febbraio la Commissione europea ha avviato la Consultazione pubblica sul futuro della Politica agricola comuna (Pac). La chiusura della Consultazione è prevista per il 2 maggio 2017 e consentirà agli agricoltori, ai cittadini, alle organizzazioni e alle altre parti interessate di esprimersi sul futuro della politica agricola comune.

Sulla base dei contributi forniti alla consultazione, la Commissione europea procederà ad effettuare una valutazione di impatto e una successiva comunicazione, che orienteranno le future proposte di riforma della Pac e che saranno predisposte da parte della Commissione stessa.

Già al momento dell’apertura della consultazione, Coldiretti ha elaborato una base di partenza e di discussione sull’attuale Pac per approfondire alcuni temi e rivedere alcuni strumenti che nel tempo si sono rilevati poco efficienti e/o di difficile applicazione. Da tale bisogno nasce la Pubblicazione “Dove sta andando la Pac. Mercato, Semplificazione, Sviluppo rurale e Brexit”, scaricabile dal sito http://www.terrainnova.it/.

La riforma della Politica Agricola Comune deve rispondere alle nuove sfide che deve affrontare l’Unione Europea con misure che sappiano valorizzare la distintività territoriale delle produzioni premiare, premiare l’occupazione nelle campagne ed escludere insostenibili rendite. Nella futura Pac, quindi, occorre rafforzare tutte le misure che escludono la “rendita” dai benefici Pac, premiando prioritariamente chi vive di agricoltura. In secondo luogo, è necessario puntare su un’assegnazione degli aiuti che consideri anche il contributo del lavoro generato dal settore: sono 44 milioni le persone occupate nell’agroalimentare europeo di cui 22 milioni in agricoltura, tra imprenditori e dipendenti.

In terzo luogo, è necessario fare propria l’esperienza italiana di “distintività” – di cui tracciatura dell’origine ed etichettatura sono i principali strumenti – per alzare gli standards qualitativi delle produzioni europee. Il tutto, ovviamente, riaffermando i principi di “semplicità” e “sburocratizzazione” con particolare riferimento alla componente “greening” e alle difficoltà di verifica degli obblighi previsti rispetto alla portata degli effetti ambientali prodotti. E’ necessario che la Pac preveda nei confronti del doppio rischio legato all’andamento dei mercati e del clima, strumenti di intervento “preventivi” che agiscano come fattori “calmieranti” prima che i produttori subiscano elevate perdite di reddito.

La crisi del latte ha insegnato molto e le misure introdotte a livello nazionale nel collegato agricolo per consentire alle rappresentanze agricole di denunciare le inadempienze da parte industriale e di rappresentare le imprese nella stipula di accordi quadro, andrebbero estese a livello Ue in senso orizzontale. In buona sostanza, le turbolenze e le distorsioni di mercato non si superano lasciando al mercato stesso la potestà di riequilibrio, né affidandosi ad automatismi di carattere assistenziale, ma secondo la Coldiretti ridando “legittimazione” ai soggetti che fanno il mercato, cioè i produttori. Inoltre, non va trascurato il tema del ricambio generazionale: alle misure per il primo insediamento previste dai Piani di sviluppo rurale, vanno affiancate misure di accompagnamento delle giovani imprese, con precise garanzie di accesso al credito ma anche strumenti di agevolazioni fiscali sul lavoro. È possibile partecipare alla consultazione pubblica sulla PAC accedendo al seguente link: https://goo.gl/vUDCWn

Consulta il sito http://www.terrainnova.it/.