Corte dei conti UE boccia il greening

13 dicembre 2017

Nell’ambito delle attività di valutazione svolte dalla Corte dei Conti europea, il 12 dicembre è stata pubblicata la Relazione sul greening dal titolo “L’inverdimento: un regime di sostegno al reddito più complesso, non ancora efficace sul piano ambientale”.
Nella Relazione sono riportate i risultati degli audit della Corte sul greening. Il quesito principale degli audit era se l’inverdimento fosse una misura effettivamente in grado di migliorare le performance della Pac sul piano ambientale e climatico. Per arrivare ad una valutazione, sono stati esaminati i seguenti aspetti:

  • la logica di intervento, l’esistenza di valori-obiettivo di inverdimento chiari e sufficientemente ambiziosi e le motivazioni alla base della dotazione finanziaria destinata a tale politica;
  • i benefici che si ritiene possano derivare dall’inverdimento sul piano ambientale e climatico;
  • la complessità che l’inverdimento aggiunge alla PAC.

Nel complesso, la Corte è giunta alla conclusione che è improbabile che l’inverdimento, così come viene attualmente applicato, possa migliorare in maniera significativa la performance della Pac in materia di ambiente e di clima. E’ emerso che la Commissione non ha sviluppato una logica di intervento completa per il pagamento verde, né ha stabilito valori-obiettivo ambientali chiari e sufficientemente ambiziosi che possano essere da questo conseguiti. Inoltre, la dotazione di bilancio assegnata all’inverdimento non è giustificata dal contenuto ambientale della politica in questione. Il pagamento verde rimane, sostanzialmente, un regime di sostegno al reddito. La Corte ha anche riscontrato che è improbabile che l’inverdimento apporti benefici significativi per l’ambiente e per il clima, principalmente a causa dell’effetto inerziale che inficia la politica perseguita. Si stima, in particolare, che i cambiamenti apportati dall’inverdimento alle pratiche agricole interessino soltanto il 5 % circa di tutte le superfici agricole dell’UE.
Infine, è stato rilevato che i probabili risultati della politica non giustificano la notevole complessità che l’inverdimento aggiunge alla Pac. Tale complessità deriva in parte da sovrapposizioni fra l’inverdimento e altri strumenti ambientali della Pac, fra cui le norme relative alle buone condizioni agronomiche e ambientali del terreno (BCAA). Nella relazione, la Corte afferma che è improbabile che i pagamenti destinati ad incoraggiare gli agricoltori ad adottare pratiche più rispettose dell’ambiente migliorino in misura significativa la performance della Politica agricola comune in materia di ambiente e di clima.
Ovviamente l’analisi ha portato alla formulazione di raccomandazioni da attuare con la prossima riforma della Pac.
La prima raccomandazione riguarda la necessità, da parte della Commissione, di definire una logica di intervento completa per gli interventi dell’UE in agricoltura legati al clima e all’ambiente, compresi valori-obiettivo specifici basati su una comprensione scientifica aggiornata dei fenomeni in causa.
Con la seconda raccomandazione, invece, la Corte indica che la Commissione dovrebbe analizzare e tracciare un bilancio dell’attuazione della Pac attuale. Nel definire la propria proposta, la Commissione dovrebbe attenersi ai seguenti princìpi:

  1. al fine di percepire i pagamenti PAC, gli agricoltori dovrebbero rispettare una serie di norme ambientali di base (baseline BCCA e inverdimento generalizzato);
  2. le esigenze specifiche e locali connesse all’ambiente e al clima possono essere affrontate in modo appropriato mediante un’azione programmata più incisiva concernente l’agricoltura che sia basata sul raggiungimento di valori-obiettivo di performance e finanziamenti che rispecchiano una valutazione dei costi medi sostenuti e del mancato guadagno riguardo ad azioni e pratiche che vanno oltre gli standard ambientali di base;
  3. qualora vengano loro offerte più opzioni per l’attuazione della Pac, gli Stati membri dovrebbero essere tenuti a dimostrare, prima dell’attuazione, che le opzioni scelte sono efficaci ed efficienti in termini di conseguimento degli obiettivi strategici.

Di fatto, la Relazione con le sue raccomandazioni individua degli aspetti che dovranno essere affrontati nella prossima programmazione, con l’obiettivo di implementare misure flessibili e semplici per gli agricoltori che consentano di raggiungere gli obiettivi ambientali della Pac.
Per maggiori approfondimenti, scarica la Relazione della Corte dei Conti.