Accordo Coldiretti-Casillo per una filiera di grano biologico

29 dicembre 2017

Sviluppare una filiera cerealicola biologica attraverso lo strumento di contratti triennali, con prezzi indicizzati,  ma con un minimo garantito a copertura dei costi di produzione, e premialità per il grano prodotto il primo anno in conversione. E’ l’obiettivo dell’accordo sottoscritto da Coldiretti, FdAI e Consorzi agrari d’Italia con il Gruppo Casillo, tra i maggiori trader del commercio di frumento a livello mondiale.

L’iniziativa è stata presentata nel corso dell’Assemblea nazionale della Coldiretti a Roma,  durante la quale Francesco Casillo, in rappresentanza dell’omonimo gruppo, ha annunciato anche il passaggio delle sue aziende agricole a Coldiretti.

Il patto, il più importante stretto a livello italiano, prevede investimenti su 200.000 ettari all’anno per arrivare nel giro di cinque anni a una produzione di 600mila tonnellate all’anno di grano biologico, di cui 300mila di duro e altrettanti di tenero.

A ciò si aggiungerà il ritiro garantito degli altri prodotti da agricoltura biologica diversi dai cereali e realizzati con le rotazioni da inserire nella filiera alimentare e mangimistica. Il tutto supportato dallo sviluppo e dal ripristino della rete dei Consorzi Agrari al Sud per fornire la necessaria assistenza tecnica.

In questo modo sarà possibile stabilizzare i rapporti lungo la filiera, riconoscere il valore delle qualità delle nostre produzioni e valorizzarne l’origine territoriale, facendo emergere valore economico nell’immediato e producendone di nuovo nel futuro.

L’accordo rappresenta un esempio concreto del nuovo ruolo di Coldiretti come sindacato imprenditoriale di filiera. Non un’intesa fumosa dai contenuti vaghi ma un progetto pratico con i contratti, pensati per il centro-Sud ma estensibili su tutto il territorio nazionale, che saranno operativi in tempi stretti, pluriennali (3+2) e indicizzati ma basati economicamente sul pagamento «minimo» agli agricoltori del costo di produzione.

Ciò consentirà agli agricoltori di eliminare una buona parte dei rischi di mercato, ai trasformatori e distributori di avere stabilità nell’approvvigionamento di prodotti di qualità e di origine e ai consumatori di acquistare il vero Made in Italy al giusto prezzo.