Assemblea nazionale Coldiretti: “Bene su ritorno voucher, ora fare presto”

13 luglio 2018

“Ora occorre fare presto perché circa la metà dei voucher in agricoltura viene impiegata per la vendemmia che quest’anno parte con gli inizi di agosto mentre sono già in piena attività le raccolte di ortaggi e frutta”. E’ uno dei passi della relazione del presidente Roberto Moncalvo all’Assemblea nazionale della Coldiretti, alla quale sono intervenuti il segretario generale Vincenzo Gesmundo, il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio e il ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio che hanno aperto al ripristino dei voucher nelle campagne.

“Si tratta di un ritorno a dieci anni della loro introduzione in Italia – ha ricordato Moncalvo – con circolare Inps che per la prima volta autorizzava la raccolta dell’uva attraverso voucher con l’obiettivo di ridurre burocrazia, riconoscendo la specificità del lavoro agricolo. Con il loro ritorno nei campi si riaffermano i principi originari senza gli abusi che si sono verificati in altri settori, anche perché nelle campagne i beneficiari possono essere soltanto disoccupati, cassintegrati, pensionati e giovani studenti, tra l’altro impiegati esclusivamente in attività stagionali. Meno del 2% del totale dei voucher è stato impiegato in agricoltura dove sono nati e rappresentano un valido contributo all’emersione del lavoro sommerso.

Spazio anche al tema delle sanzioni e dell’embargo russo. “A quattro anni dall’entrata in vigore dell’embargo – ha ricordato il presidente della Coldiretti – le esportazioni agroalimentari Made in Italy hanno perso oltre un miliardo per la chiusura una importante lista di prodotti agroalimentari e il divieto all’ingresso di frutta e verdura, formaggi, carne e salumi ma anche pesce, provenienti da Ue, Usa, Canada, Norvegia ed Australia. Ancora una volta il settore agroalimentare è stato merce di scambio nelle trattative internazionali senza alcuna considerazione del pesante impatto che ciò comporta sul piano economico, occupazionale e ambientale. Si tratta di un costo insostenibile per l’Italia e l’Unione Europea ed è importante che si riprenda la via del dialogo con l’incontro Putin-Trump.

Sul tavolo dell’assemblea nazionale pure la questione migranti. “In agricoltura trovano occupazione regolare 345mila stranieri provenienti da ben 157 Paesi diversi – ha dichiarato Moncalvo – che sono una componente bene integrata nel tessuto economico e sociale come nel caso della raccolta delle fragole nel Veronese, della preparazione delle barbatelle in Friuli, delle mele in Trentino, della frutta in Emilia Romagna, dell’uva in Piemonte fino agli allevamenti da latte in Lombardia dove a svolgere l’attività di bergamini sono soprattutto gli indiani mentre i macedoni sono coinvolti principalmente nella pastorizia. Solo con il lavoro regolare i migranti trovano una collocazione nella società, evitano il rischio di cadere nelle mani della malavita, sfuggono alla povertà, partecipano alla crescita delle comunità oltre a pagare tasse e contributi. Per combattere il caporalato serve una corresponsabilizzazione di tutta la filiera perché con i prodotti agricoli pagati dall’industria e dalla distribuzione commerciale pochi centesimi le imprese agricole oneste sono costrette a chiudere e a lasciare spazio all’illegalità, ha affermato Moncalvo nel sottolineare che per spezzare la catena dello sfruttamento occorre affiancare le norme sul caporalato con l’approvazione delle proposte di riforma dei reati alimentari presentate dall’apposita commissione presieduta da Giancarlo Caselli”. In merito ai recenti scandali alimentari, come quello della Listeria, il presidente della Coldiretti ha infine sottolineato come “Con l’86% degli allarmi alimentari scattati in Italia nel 2018 che dipende da prodotti stranieri occorre estendere al più presto l’obbligo di indicare l’etichetta di origine a tutti gli alimenti in commercio per evitare psicosi nei consumi e confinare più rapidamente l’emergenza”.