Canapa, dopo l’entrata in vigore della legge via ai lavori

10 marzo 2017

La coltivazione della canapa negli ultimi anni ha subito un forte aumento, con almeno 300 aziende e una superficie di almeno 1.000 ettari. Si tratta, in realtà, di un “ritorno alla canapa”, considerando che negli anni ’40 l’Italia era il secondo maggior produttore al mondo. Una ripresa giustificata dal fatto che tale coltura rappresenta una valida alternativa per le imprese agricole, grazie ai suoi numerosi impieghi.

Lo scorso 28 febbraio si è tenuto al Ministero delle Politiche agricole il tavolo tecnico della filiera della canapa. L’incontro si è incentrato sulle opportunità offerte dalla legge recentemente entrata in vigore e sugli sviluppi futuri, considerando l’approvazione del testo come un punto di partenza. La legge individua, infatti, le norme per il sostegno e per la promozione della canapa (coltivazione e filiera). Il provvedimento identifica le varietà di canapa che potranno essere coltivate e individua i settori produttivi in cui può essere impiegata, che vanno dall’alimentazione alla cosmesi, dall’industria e artigianato al settore energetico, fino alle attività didattiche e di ricerca.

In merito alla semplificazione, la legge consente la coltivazione della canapa senza la necessità di autorizzazione, mentre per il produttore è previsto l’obbligo di conservazione dei cartellini della semente acquistata e delle relative fatture per un periodo pari almeno a 12 mesi. Per favorire le attività di produzione e trasformazione nel settore, il Ministero destinerà annualmente una quota delle risorse disponibili dei piani nazionali entro il limite massimo di 700.000 euro.

Per il prossimo futuro, dovrà essere implementato un percorso volto alla promozione e un percorso di qualità sicuro, che riguardi la salute e la sicurezza alimentare. Particolare attenzione dovrà essere posta sui controlli, al fine di alleggerire il loro impatto sugli agricoltori.

Alcuni aspetti non specificati nella norma, saranno regolamentati tramite atti ministeriali quali circolari MiPAAF/Agea, oppure con Decreto Interministeriale per quanto concerne i controlli. I lavori che seguiranno dovranno comunque avere come obiettivo quello di favorire lo sviluppo di una filiera della canapa 100% italiana in tutte le sue fasi, a partire dalla produzione di seme attraverso la creazione di poli nazionali per la ricerca.

 

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