Cura Italia, le misure del decreto per le imprese agricole

20 marzo 2020

Il Cura Italia, il provvedimento da 25 miliardi messo a punto dal Governo per sostenere il sistema economico e produttivo italiano, prevede un pacchetto specifico per il settore agricolo. Oltre alla sospensione dei versamenti contributivi e assicurativi e dei versamenti fiscali per i contribuenti con fatturato fino a 2 milioni, agli operatori del settore agricolo è riconosciuta la cassa integrazione in deroga e l’una tantum di 600 euro a coltivatori diretti, mezzadri, coloni e stagionali con almeno 50 giornate nel 2019. La domanda di disoccupazione agricola per il 2019 slitta al 1° giugno.

Al ministero delle Politiche agricole è stato attribuito un Fondo da 100 milioni per le imprese agricole e della pesca finalizzato anche a favorire l’accesso al credito. Incrementato di 50 milioni il fondo indigenti, una cifra a cui si aggiungono i 6 milioni già stanziati per il ritiro del latte crudo. Sempre per le imprese agricole scatta la sospensione dei mutui fino al 30 settembre. Interventi anche sul fronte della Politica agricola comune (Pac): gli anticipi arriveranno al 70% per un valore dichiarato dal Mipaaf di un miliardo. Intanto era stata già deciso lo slittamento di un mese, dal 15 maggio al 15 giugno, delle domande di contributi Pac.

A queste misure del decreto del Governo si affianca un’altra iniezione di liquidità. Il Mipaaf fa sapere che il Cipe ha deliberato lo stanziamento di 20 milioni del Fondo rotativo della Cassa depositi e prestiti per i contratti di filiera del latte ovino che vanno così a rafforzare il fondo da 10 milioni attribuito al Mipaaf. , intanto il ministero ha anche annunciato a breve l’apertura da parte di Agea del bando da 14 milioni per l’acquisto di Pecorino Dop da distribuire agli indigenti.

E’ stato infine deciso lo slittamento al 18 maggio della presentazione delle domande per i contributi previsti dai contratti di distretto de cibo e di distretto Xylella. Questi ultimi con una dote di 13 milioni puntano alla rigenerazione dei territori colpiti. Per i distretti del cibo sono disponibili 18 milioni per finanziamenti in conto capitale. I bandi prevedono progetti da 4 a 50 milioni.

Il presidente Ettore Prandini ha evidenziato la necessità di sostenere anche altri settori strategici per l’economia agricola e che versano in gravi difficoltà, da vino all’ortofrutta, dal florovivaismo alla pesca fino agli agriturismi e alla vendita diretta. Prandini ha sottolineato che l’intervento a favore degli indigenti sul latte sarà positivamente esteso come richiesto anche alla carne bovina, ovina e suina ma – ha aggiunto – servono anche risorse per indennizzare le aziende florovivaistiche dalla perdita in questa fase della produzione di fiori recisi ed in vaso e successivamente delle piante. La Coldiretti ha anche chiesto una forte campagna di comunicazione per sostenere il consumo di prodotti alimentari italiani da parte dei cittadini #MangiaItaliano. Inoltre viene giudicato del tutto iniqua la mancata estensione delle agevolazioni alle aziende con fatturato superiore a 2 milioni che in molti casi appartengono a settori particolamente colpiti dall’emergenza come quello florovivaistico e vitivinicolo.