Pomodoro a rischio dazi, ma gli Usa ci riempiono di concentrato

13 aprile 2017

Tra i prodotti che potrebbero essere colpiti dai super dazi statunitensi, i derivati del pomodoro sono tra quelli che generano più preoccupazioni. L’Italia ha esportato verso gli Usa, nel 2016, derivati del pomodoro per ben 88,5 milioni di euro. Si tratta di una delle voci più importanti del nostro commercio agro-alimentare con gli Stati Uniti, oltre ad essere una gamma di prodotti di forte impatto simbolico ed emozionale e spesso soggetti a fenomeni di agro-pirateria, come, ad esempio, nel caso del Pomodoro San Marzano dell’Agro Sarnese-nocerino.

Analizzando però gli scambi tra Italia e Stati Uniti, risulta come l’industria italiana abbia importato dagli Usa, nel 2016, ben 40,5 milioni di euro di concentrato triplo di pomodoro, un prodotto che in passato ha raggiunto anche i 54 milioni di euro di importazioni. Queste oscillazioni dipendono dall’andamento del cambio euro-dollaro e dalla maggiore o minore convenienza per parte dell’industria italiana ad importare concentrato triplo dagli Stati Uniti, appunto, oppure dalla Cina o dalla Spagna.

Il tutto in assenza di un sistema di etichettatura trasparente per i derivati del pomodoro diversi dalla passata, che informi i consumatori, italiani e non, del pomodoro utilizzato per produrre i diversi derivati. E non si tratta di poca cosa, visto che, complessivamente l’Italia ha importato nel 2016 187.000 tonnellate di concentrato triplo di pomodoro (48% dalla Cina ed il 29% dagli States), pari ad un quarto del pomodoro fresco coltivato in Italia per la trasformazione industriale.