Psr, fondi Ue a rischio disimpegno in alcune regioni

9 dicembre 2019

La spesa per lo sviluppo rurale a fine ottobre risulta pari a 7.673 milioni, di cui 3.744 milioni di quota di fondi comunitari (Feasr). Si ferma dunque al 36,7% a cui vanno aggiunti gli importi versati per il prefinanziamento e la riserva di efficacia. Questi i dati riportati nell’ultimo bollettino del Mipaaf. A fine dicembre termina il periodo di spesa dei finanziamenti dello Sviluppo rurale relativi alla programmazione 2014-2020 con l’applicazione della regola dell’N+3 ( i fondi devono essere impiegati il 31 dicembre del terzo anno successivo all’anno dell’impegno di bilancio) e alcune regioni italiane rischiano il disimpegno automatico.

Questo il livello di spesa nelle Regioni: Abruzzo 22,98%; Basilicata 28,16%; Calabria 45,92%; Campania 32,26%; Emilia-Romagna 42,90%; Friuli Venezia Giulia 36,64%; Lazio 34,19%; Liguria 26,44%; Lombardia 35,14%; Marche 23,22%; Molise 45,79%; Piemonte 42,99%; Puglia 22,62%; Sardegna 42,62%; Sicilia 31,48%; Toscana 38,69%; Trento 47,67%; Umbria 39,13 %; Valle d’Aosta 40,94% e Veneto 53,91%.

Il report evidenzia che la percentuale di Fears a rischio è particolarmente elevata in Puglia, Campania, Basilicata e Sicilia al Sud. Tra le regioni in transizione spicca l’Abruzzo con un rischio del 24,3%. Per quanto riguarda infine le regioni più sviluppate maglia nera alla Liguria con 11,89%, le Marche arrivano al 5,6%, mentre la Lombardia si ferma al 3,21%.