Caldo: senza pioggia mix esplosivo per incendi e siccità

9 agosto 2017

Il luglio bollente con temperature massime sono risultate superiori di 1,2 gradi la media di riferimento e precipitazioni in calo del 42% ha creato un mix esplosivo che aggrava la siccità nei campi e alimenta gli incendi anche provocati dai piromani. E’ quanto afferma la Coldiretti sulla base dei bilancio finale Ucea sul pazzo mese di luglio dal quale si evidenzia che le anomali maggiori sono al centro Italia con temperature massime superiori di 2 gradi la media e precipitazioni inferiori del 63% che hanno alimentato gli incendi dalla Toscana alle Marche fino al ‘Gran Sasso in Abruzzo. Nelle campagne salgono a oltre 2 miliardi le perdite provocate da siccità, nubifragi e incendi  alle coltivazioni e agli allevamenti secondo una analisi della Coldiretti dalla quale si evidenzia che le colture più colpite sono i cereali, il pomodoro da industria, il lattiero caseario, l’olio di oliva, gli ortaggi ed i legumi. L’allarme – sottolinea la Coldiretti – riguarda anche il foraggio per l’alimentazione del bestiame con prati e pascoli secchi mentre il caldo ha tagliato la produzione di latte fino al 20% ma si contano anche numerosi casi di animali morti soffocati dal caldo torrido nonostante le attenzioni degli allevatori per salvarli. Una vera e propria strage di animali è stata provocata anche dagli incendi che hanno pesanti effetti dal punto di vista ambientale dovuti alla perdita di biodiversità (distrutte piante e uccisi animali) e alla distruzione di ampie aree di bosco che sono i polmoni verdi del Paese e concorrono ad assorbire l’anidride carbonica responsabile dei cambiamenti climatici. Per ogni ettaro di macchia mediterranea andato in fumo – continua la Coldiretti – sono morti in media 400 animali tra mammiferi, uccelli e rettili. Ci vorranno almeno 15 anni per ricostruire i boschi andati a fuoco con danni all’ambiente, all’economia, al lavoro e al turismo secondo la Coldiretti che parla di un costo per la collettività stimabile in circa diecimila euro all’ettaro percorso dalle fiamme. Nelle foreste andate a fuoco – conclude la Coldiretti – saranno impedite anche tutte le attività umane tradizionali del bosco come la raccolta della legna, dei tartufi e dei piccoli frutti, ma anche quelle di natura hobbistica come i funghi che coinvolgono a settembre decine di migliaia di appassionati.