Vino, al via le domande per nuovi impianti

19 marzo 2018

Definite le modalità operative per il rilascio di autorizzazioni per nuovi impianti viticoli, per i reimpianti e per l’aggiornamento del Registro informatico pubblico delle autorizzazioni. E’ stata pubblicata il 13 marzo una nuova circolare Agea (n.21923.2018) che sostituisce la precedente del 1° marzo 2017. E dalla pubblicazione ci sono 30 giorni per presentare le domande. Il consiglio ai viticoltori è dunque quello di recarsi quanto prima al Caa Coldiretti.

La circolare ricorda che dal 1° gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2030 i vigneti di uva possono essere impiantati o reimpiantati solo se è stata concessa un’autorizzazione in base all’apposita domanda presentata all’Autorità competente. Sono escluse dall’autorizzazione solo le superfici destinate a impianti per scopi di sperimentazione o alla coltura di piante madri per marze o per vigneti i cui prodotti sono destinati solo al consumo familiare e infine a nuovi impianti in conseguenza di espropri per pubblica utilità.

La superficie nazionale da destinare a nuovi impianti è pari all’1% della superficie vitata nazionale a cui possono essere aggiunte eventuali superfici assegnate nella campagna precedente, ma inutilizzate per rinuncia. Per il 2018 sono a bando autorizzazioni per 6685 ettari a livello nazionale Da quest’anno scatta un limite massimo nazionale per domanda di 50 ettari, che le Regioni potranno ridurre. Le autorizzazioni dalla campagna 2017-2018 non sono più trasferibili da una regione all’altra, inoltre il vigneto va mantenuto per un minimo di 5 anni.

Nella campagna 2018 le priorità sono riservate a organizzazioni senza scopo di lucro con fini sociali che hanno ricevuto terreni confiscati per reati di terrorismo o criminalità; superfici soggette a siccità, con scarsa profondità radicale e con problemi di tessitura e pietrosità del suolo, in forte pendenza, in zone di montagne (sopra i 500 metri di altitudine, ma con l’esclusione degli altipiani; superfici in piccole isole e infine superfici in cui l’impianto di vigneti contribuisce alla conservazione dell’ambiente e aziende condotte in biologico. Le singole regioni hanno individuato quali criteri di priorità adottare e che punteggio attribuire agli stessi.

Per quest’anno una parte delle superfici non assegnate nella precedente annualità è riservata fino a un massimo di 20 ettari alle zone comprese nel cratere del sisma del 2016-17 e in parte ai richiedenti nuove autorizzazioni nelle zone colpite dal virus della Xylella fastidiosa.